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Conosci da vicino i designer che hanno fatto la storia nel campo dell'arredamento e del design

Charles Rennie Mackintosh

Glasgow/Londra, 1868/1928
Charles Rennie Mackintosh nacque a Glasgow nel 1868 e morì a Londra il 10 dicembre 1928. La sua personalità è tra quelle che caratterizzano l’epoca immediatamente precedente il Movimento Moderno. Al suo nome è legato principalmente il progetto della Scuola d’Arte di Glasgow. Egli fu l’animatore e l’esponente più autorevole del gruppo conosciuto come “La Scuola di Glasgow” e si distinse soprattutto per aver recuperato i valori più autentici del vernacolo scozzese e del gusto neogotico. Il gruppo, denominato anche la “Scuola degli Spettri”, ebbe risonanza in tutta Europa: a Liegi nel 1895, a Londra nel 1896, a Vienna nel 1900, a Torino nel 1902, a Mosca nel 1903, a Budapest e in altre importanti città europee. Tra le opere di maggior interesse, oltre alla Scuola d’Arte di Glasgow, sono da ricordare: la casa “Windyhill” a Kilmacolm (1900), la “Hill House” a Helensburgh (1902-3), la sistemazione della casa di Derngate, Northampton (1916-20), e allestimenti delle Case da Tè a Glasgow per conto di Miss Cranston. Tra gli arredi delle sue decorazioni d’interni è soprattutto la sedia, oggetto di attenzione nel programma produttivo della collezione “Cassina I Maestri”, a rappresentare il nodo dove maggiormente si coordina l’azione spaziale. In essa si conclude sempre il governo della composizione, talvolta articolata mediante forme fluenti e delicate, talaltra con forme rigorosamente geometriche.

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Charles Rennie Mackintosh

Charlotte Perriand

Parigi/Parigi, 1903/1999
Charlotte Perriand fa parte a pieno titolo di quell’avanguardia culturale che fin dai primi decenni del ventesimo secolo ha promosso un profondo rinnovamento dei valori estetici, e ha dato vita a una sensibilità propriamente moderna del vivere quotidiano. In questo contesto, il suo contributo specifico si focalizza sugli spazi dell’architettura d’interni, che vengono concepiti come motore di un nuovo modo di abitare, che è tutt’oggi al centro dello stile di vita contemporaneo. Nel campo della storia dell’arredamento del ventesimo secolo, l’avvento della modernità è reso possibile dall’intraprendente audacia di questa vera riformatrice dell’architettura d’interni. Agli inizi del suo percorso professionale è acclamata dalla critica per il suo Bar sotto il tetto, esposto al Salon d’Automne del 1927, interamente costruito in rame nichelato e alluminio anodizzato. Lo stesso anno, a soli ventiquattro anni, comincia una collaborazione decennale con Le Corbusier e Pierre Jeanneret, presso il famoso atelier di 35, rue de Sèvres a Parigi. La sua presenza nell’atelier di Le Corbusier è visibile in tutti gli arredi disegnati con questi e con Pierre Jeanneret: Charlotte Perriand diventa così un caposaldo del progetto di rinnovamento promosso dall’architetto, aggiungendo in particolare una dimensione d’umanità al talvolta freddo razionalismo di Le Corbusier. Nei suoi progetti riesce ad animare gli oggetti fondamentali della quotidianità con nuovi valori estetici: in particolare il suo talento ed intuito nella scoperta e nell’uso di nuovi materiali vengono a manifestarsi in tutta la loro estensione. La collaborazione decennale con Le Corbusier e Pierre Jeanneret e l’esperienza giapponese rappresentano momenti di intensa effervescenza creativa nella vita dell’artista. Durante il suo lungo soggiorno in estremo oriente (‘40-‘46), può rivelarsi appieno il suo talento d’artista, attraverso una reinterpretazione della realtà dell’abitare che mette in risonanza tradizione e modernità: a titolo d’esempio si possono citare gli arredi prodotti con le antiche tecniche di lavorazione del bambù, capaci di esaltare le nuove forme già sperimentate con i tubolari d’acciaio.
In seguito la sua attività professionale si concentra su di una serie di allestimenti originali ed equilibrati, commissionati da enti e imprese di primo rango, del calibro di Air France, nonché da diverse istituzioni straniere, a testimonianza di una fama che ha ormai acquisito una dimensione internazionale. Il dato che caratterizza la personalità di Charlotte Perriand è un’onesta fedeltà ai principi di un razionalismo umano e innovatore, che ha saputo mantenere intatto nelle sue opere.

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Charlotte Perriand

Franco Albini

Como/Milano, 1905/1977
E' una delle figure principali dello sviluppo del pensiero razionalista nell'ambito della produzione architettonica, dell'arredamento, dell'industrial design e dell'allestimento museale. Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1929, collaborando successivamente con lo studio di Ponti e Lancia. Fondamentale per lo sviluppo del suo pensiero anche la collaborazione con la redazione della rivista Casabella, che sancisce la sua definitiva conversione al razionalismo di cui diventa portavoce nel panorama culturale italiano. Apre nel 1931 il primo studio professionale a Milano iniziando ad occuparsi di edilizia popolare; tale ricerca continua anche nel dopoguerra in relazione alle opportunità offerte dalla ricostruzione, in collaborazione dal 1952 con Franca Helg. Negli anni ’40, Albini sviluppa la sua collaborazione con Cassina, per la quale disegna alcune sedute che contengono in nuce gli stilemi della sua poetica, attività che prosegue negli anni successivi con altre aziende del settore tra cui Poggi. Milano e Genova rappresentano l'asse geografico sul quale Albini lascia la traccia più forte, progettando nel capoluogo lombardo la sistemazione delle stazioni della linea1 della Metropolitana (1962/63) insieme al grafico Bob Noorda e realizzando nella città ligure numerosi interventi urbanistici ed edilizi tra cui i Musei di Palazzo Bianco (1949/51), Palazzo Rosso (1952/62) e del Tesoro di San Lorenzo (1952/56). Per l'ampia attività culturale svolta, vengono conferiti a Franco Albini vari titoli; tra gli altri, membro dell'INU, del CIAM, dell'Accademia Ligustica di Genova, del MOMA di New York, dell'ADI, Accademico di S. Luca, membro della Fondazione Pagano e della Royal Society of Arts di Londra.
Ottiene inoltre il conferimento di numerosi premi; tra gli altri il Premio La Rinascente - Compasso d'Oro per la progettazione della Sedia Luisa (1955), la Medaglia di Bronzo della Parson School di New York per il contributo dato all'Industrial Design (1956), il Premio Olivetti per l'Architettura (1957), Il Gran premio nazionale La Rinascente - Compasso d'Oro (1958), il Premio La Rinascente - Compasso d'Oro per l'allestimento della Linea 1 della Metropolitana Milanese (1964) ed il titolo di Royal Designer for Industry conferito dalla Royal Society of Arts di Londra (1971). In tutta la sua produzione, dagli interni di luoghi domestici alle opere di industrial design, fino ad arrivare agli allestimenti museali, Franco Albini garantisce sempre la presenza di coerenza logica, alta purezza espressiva e ampia moralità di misura etica e storica. Tra Architettura e Design, la produzione del Maestro Albini costituisce il fulcro dell'innovazione della cultura architettonica in Italia all'inizio del Novecento, per l'attenta operosità incentrata su creatività e rigore composito-costruttivo che esprime elevatissimi livelli estetici.

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Franco Albini

Frank Lloyd Wright

Richland Center/Phoenix, 1867/1959
Wright nasce l’8 giugno 1867 a Richland Center, Wisconsin, negli Stati Uniti. Prima ancora che nascesse, la madre nutriva la certezza che la sua creatura sarebbe stata destinata a diventare un grande architetto. Fu appunto la madre, insegnante, a scoprire il sistema educativo froebeliano, il “kindergarten gifts”, attraverso il quale i bambini apprendevano a disegnare utilizzando forme geometriche elementari. Dal padre, predicatore e musicista, apprese invece ad ascoltare la musica come “edificio di suoni”. Lasciò la casa paterna a vent’anni per approdare a Chicago alla ricerca dell’architettura, che scoprì nell’opera di Adler e Sullivan, presso il cui Studio lavorò per circa sette anni. Nel 1893 ne aprì uno per conto proprio. Gli interventi che realizzò a Chicago e dintorni, nel periodo dal 1893 al 1909, misero in luce una nuova concezione dell’architettura: in particolare le innovazioni architettoniche espresse nel “Larkin Building” e nell’ “Unity Temple” furono rese possibili dalla tecnologia e dai nuovi materiali. Sono i primi esempi dove si opera con l’intenzione di integrare architettura e ingegneria.Utilizzando appropriatamente il cemento armato, il vetro, l’acciaio e le strutture a sbalzo, Wright concepì edifici ove il senso architettonico coincideva con la qualità dello spazio interno da cui derivava poi anche l’esterno. Questo nuovo concetto di libertà dello spazio interno - quasi di natura mistica - pervaderà poi tutte le sue opere. Nel 1932 Wright e la moglie Olgivanna fondarono, presso la loro casa, una scuola di architettura: la Taliesin Fellowship. Subito dopo egli ricevette l’incarico per la realizzazione della famosa Casa sulla Cascata (Fallingwater) e per l’edificio della Johnson Wax. Gli incarichi aumentarono poi progressivamente, così come aumentò la forza del suo genio creativo. La varietà delle forme, delle idee, degli spazi, dei concetti e delle innovazioni scaturenti dalla sua mente pareva inestinguibile. Egli affidò ad un gruppo di architetti il compito di diffondere la filosofia dell’architettura organica: nacque così la Frank Lloyd Wright Foundation, che tuttora conserva e sviluppa l’opera e i principi di questo grande Maestro.

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Frank Lloyd Wright

Gerrit Thomas Rietveld

Utrecht/Utrecht, 1888/1964
In Gerrit Thomas Rietveld nato a Utrecht il 24 giugno 1888, sembrano emergere due personalità, così ben definite da far sembrare la sua opera come non appartenente ad un unico artista. La prima, quella dell’ebanista artigiano del linguaggio primordiale, che reinventa sedie e mobili come se prima di lui nessuno ne avesse mai costruiti, seguendo un suo codice strutturale del tutto personale; la seconda, quella dell’architetto dalle formule eleganti, impegnato ad affermare nel contesto dell’architettura europea la tesi razionalistica e neoplastica. Le due attività si alternano, si sovrappongono e si fondono in una perfetta osmosi, dipanandosi in una logica sequenza. Nel 1918 Rietveld aderisce al movimento “De Stijl”, costituitosi attorno all’omonima rivista fondata l’anno prima da Theo van Doesburg. Il gruppo assimila e traduce in ideologia, portandole poi alle estreme conseguenze, certe leggi sulla scomposizione dinamica già espresse in pittura dal cubismo e formandosi alla lezione architettonica del grande Frank Lloyd Wright, a quel tempo già largamente diffuso in Europa.
Rietveld, collaborando prima con Robert van’t Hoff e Vilmos Huszar, successivamente con Theo van Doesburg e Cornelius van Essteren, diviene ben presto uno dei più prestigiosi interpreti del verbo neoplastico. Tra le sue opere più importanti sono da ricordare: casa Schröder a Utrecht del 1924, le “Row-Houses” a Utrecht del 1931/34, il padiglione olandese alla Biennale di Venezia del 1954, il Sonsbeek Pavilion ad Arnhem e il Museo Van Gogh ad Amsterdam del 1955. Tra i suoi mobili, altrettanto importanti, Cassina ha scelto per la sua produzione, la “Red and Blue” (1918), la “Zig-Zag (1934), la poltrona e il divano “Utrecht” (1935).

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Gerrit Thomas Rietveld

Jaime Hayon

Jaime Hayon, artista e designer spagnolo, è nato a Madrid nel 1974. Dopo gli studi di design industriale Hayon ha creato alcune serie di elementi d’arredo per diverse aziende:Fritz Hansen, Magis, Established & Sons, Bisazza, B.D. di Barcellona, Sé di Londra, Bernhardt Design, Ceccotti e Moooi. Ha disegnato numerose collezioni d’illuminazione per Metalarte e ha collaborato anche con Swarovski e Baccarat; ha inoltre realizzato accessori per Piper Heidsieck, Gaia & Gino e The Rug Company. Grazie a queste collezioni Jaime occupa una posizione di primo piano come esponente di una nuova generazione di designer che hanno cancellato il confine tra arte, decorazione e design, favorendo la rinascita di oggetti complessi e finemente lavorati all’interno del contesto della cultura contemporanea del design.
In aggiunta agli arredamenti di interni per il ristorante La Terraza del Casino a Madrid e per una serie di negozi di calzature Camper che hanno riscosso notevole successo, Jaime è attualmente impegnato in una serie di progetti di arredo per importanti alberghi, ristoranti e boutique in tutto il mondo che sono diventati il trampolino per creare oggetti esclusivi ed elementi funzionali o decorativi.
Hayon ha di recente terminato gli arredi del negozio di gioielli Octium in Kuwait, il Fabergé Salon a Ginevra in Svizzera e l’Info Center per il Groninger Museum in Olanda. L’arredo del più recente ristorante Le Sergeant Recruteur a Parigi è un ottimo esempio di eleganza e di approccio artistico nel mondo dell’arredamento d’interni. Le sue opere sono state pubblicate nelle testate d’arte e design più prestigiose al mondo. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti tra i quali ‘Best Installation’ da Icon Magazine, ‘Breakthrough Creator’ dalla rivista Wallpaper, Elle Deco International Award 2006 e 2012, Elle Deco Germania, 'Best International Designer' 2008, 'Best Designer' per Elle Deco Giappone nel 2008, 'Designer of The Year' 2009 per AD Russia, Maison Objet Designer Of The Year 2010 e molti altri. Nel 2008, Jaime è stato ospite d’onore della Biennale Interieur in Belgio, il più giovane artista in assoluto ad aver mai ricevuto questo riconoscimento.
Il quotidiano Times lo ha inserito tra i 100 designer contemporanei più importanti e anche il Wallpaper magazine lo ritiene uno degli artisti più influenti. Con uffici in Italia, Spagna e Giappone, Hayon è alla continua ricerca di nuove sfide e prospettive.
 

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Jaime Hayon

Le Corbusier

Chaux-de Fonds/Roquebrune-Cap-Martin, 1887/1965
Charles-Edouard Jeanneret, detto Le Corbusier, è nato a La Chaux-de Fonds, nel Giura Svizzero, nel 1887, ed è morto in Francia, a Roquebrune-Cap-Martin, sulla Costa Azzurra, nel 1965. La sua opera, nei primi tempi ostacolata per la sua presunta «rivoluzionalità» e per il piglio radicalista scaturito dalle esperienze «puriste», con il maturare dei tempi ha avuto e continua ad avere il giusto riconoscimento. Il suo messaggio viene sempre più assorbito da larghi strati di utenza, ed il suo atteggiamento di avanguardismo ad oltranza va interpretato nella giusta misura, riconoscendo cioè nel suo metodo progettuale, l’uso di sistemi razionali, con moduli e forme estremamente semplici, fondati sulla logica funzionale. Nella sua attività di urbanista, architetto e designer, il suo metodo di ricerca, in un continuo processo di evoluzione, tocca a volte anche gli estremi opposti di un cospicuo linguaggio plastico. Ne sono testimonianze:
 
- l’Unità di abitazione di Marsiglia (1946-52);
- la Cappella di Ronchamp (1950-55);
- Il Convento dei Domenicani «La Tourette» (1951-56);
- il Centro di Zurigo (1964-65);
- l’Ospedale di Venezia (1965).
 
Lo stesso impegno si ritrova nei mobili dell’Equipement intérieur de l’habitation (tavoli, sedie, poltrone, divani) progettati per il Salon d’Automne, 1928, insieme con Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand e nei “Casiers Standard”, sistema di mobili contenitori progettati per il Padiglione dell’Esprit Nouveau, 1925, insieme a Pierre Jeanneret. Cassina ripropone tali mobili ritenendoli sempre “attuali” nella misura in cui la “forma”, chiara ed essenziale, consente loro un massimo grado di disponibilità a caricarsi di volta in volta - conformemente all’evoluzione dei tempi e degli ambienti cui sono destinati - di “significati” sempre nuovi.

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Le Corbusier

Mario Bellini

Milan 1935
Architetto e designer di fama internazionale è stato premiato otto volte con il Compasso d’Oro e insignito di riconoscimenti internazionali, tra cui la Medaglia d’oro conferita dal Presidente della Repubblica Italiana per la diffusione del design e dell’architettura nel mondo (2004) e la Medaglia d’oro di Benemerenza Civica del Comune di Milano (Ambrogino d’Oro, 2011). Ha tenuto conferenze nei più importanti centri culturali del mondo ed è stato direttore della rivista Domus dal 1985 al 1991. È presente con 25 opere nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York che nel 1987 gli ha dedicato una retrospettiva personale. Numerosi gli allestimenti di mostre d’arte, design e architettura, in Italia e all’estero. Dagli anni ’80, dedicandosi intensamente all’architettura, ha realizzato – tra le tante opere - il quartiere Portello di Fiera Milano, il Centro Esposizioni di Villa Erba a Cernobbio (Como), il Tokyo Design Center in Giappone, il Natuzzi America Headquarters negli Stati Uniti, la Fiera di Essen in Germania, la National Gallery of Victoria a Melbourne, il quartier generale della Deutsche Bank a Francoforte, il complesso Verona Forum, il Museo della Storia della città di Bologna, il Dipartimento delle Arti Islamiche al Louvre di Parigi, e il nuovo Milano Convention Center, il più grande centro congressi d’Europa. Attualmente è in corso di progetto di ristrutturazione e riallestimento della Pinacoteca di Brera, mentre è in fase di ultimazione il complesso del Parco scientifico-tecnologico sulla collina degli Erzelli a Genova e la Piazza civica dei marmi a Carrara. In fase di studio, infine,è la “città nuova” di Zhenjiang in Cina e un grande complesso residenziale, culturale e sportivo a Doha, in Qatar.

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Mario Bellini

Mario Cananzi e Roberto Semprini

Mario Cananzi nasce a Rimini nel 1958, e compiuti gli studi universitari a Firenze, vi consegue nel 1985 la laurea in Architettura, con una tesi relativa alla progettazione di un prototipo motociclistico. Dal 1986 svolge l’attività di architetto e designer prima a Rimini poi dal 1989 a Milano dove presso la Domus Accademy ottiene un Master in Industrial Design. In qualità di designer, nel settore del mobile opera con numerose aziende quali Edra, Vittorio Bonacina, Disform, Metals, Oliko, Masterly, Steel, Morphos, Mimo, Sawaya&Moroni. Ha collaborato con aziende nternazionali del settore motociclistico, come Piaggio, Bimota, Yamaha, KTM e Aprilia. Tra i riconoscimenti e le segnalazioni, nel 1992 il premio “Forum Design” al Salone del Mobile di Milano, per la poltroncina “Quadronda” prodotta da Vittorio Bonacina & C. L’anno seguente, in occasione del Salone del Mobile di Colonia, a cura della Dupont International, il premio “Top Ten” per il divano “Tatlin” prodotto da Edra.
Nato a Rimini nel 1959, Roberto Semprini studia architettura a Firenze. Nel 1987 aderisce al movimento Bolidista, che esprime il design in chiave simbolica. Trasferitosi a Milano inizia a collaborare come giornalista free-lance per alcune riviste di design come Modo, L’Atelier (Parigi) ARDI (Barcellona) e Vogue Italia. Nel 1989 progetta il divano “Tatlin” di Edra, che risulta tra i prodotti vincitori del prestigioso premio TOP TEN a Dusseldorf. Nel 1994 con il tavolino “Manta” per Fiam è tra i vincitori del premio Young & Design. I suoi prodotti fanno parte della collezione permanente del Montreal Museum of Decorative Arts in Canada e del New Museum of Design di Londra. Nel 2000 si trasferisce a Rimini dove inaugura lo spazio “RM 12 art & design”, Galleria d’arte e Studio di Design e Architettura di Interni. Dal 2006 lo studio realizza scenografie di grande impatto, inerenti la ricerca di nuovi spazi domestici e pubblici, all’interno della parte culturale di eventi fieristici come il Fuori Salone di Milano, Abitare il Tempo a Verona, Sun e SIA di Rimini. Nel 2010 è stato invitato dal Seoul Living design Fair (Korea) ad esporre “La casa Italo/coreana”. Ha collaborato come designer e direttore artistico di numerose aziende di design come Fiam, Moroso, Alivar, Rede Guzzini, Edra, Slide,Contempo, Dilmos, Pedrali, Morelato, Morfeus, Scab, Valdichienti, Edilco Scale, L2, Mastella, Marchetti Illuminazioni, ect… Ha tenuto conferenze e seminari in diverse Università come: Facoltà di Architettura di Firenze,l Politecnico di Milano, Scuola Superiore di Progettazione dell’Università degli Studi di Bologna, lo I.E.D. di Milano,la LABA di Brescia, la Scuola Elisava di Barcellona (Spagna), la Tsinghua University di Pechino (Cina). E’ stato docente di ruolo all’Accademia di Belle Arti di Brera dal 1996 al 2016 e attualmente è docente di ruoloe Coordinatore del Corso di product Design  all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 2015 è docente per Chiara Fama al Politecnico di Milano con il corso di “Outdoor Design Progetti En Plein Air”. Ha vinto il Premio Gold Design Award 2017, con il progetto del tavolo nemo per l’azienda Scab Design.

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Mario Cananzi e Roberto Semprini

Patricia Urquiola

Patricia Urquiola è nata a Oviedo (Spagna). Vive e lavora a Milano. Ha studiato Architettura al Politecnico di Madrid e al Politecnico di Milano, dove si è laureata nel 1989 con Achille Castiglioni. È stata assistant lecturer per Achille Castiglioni; ha collaborato con Vico Magistretti; è stata responsabile Design per  Lissoni Associati. Nel 2001 apre il proprio studio lavorando nei settori del product design, interni e architettura. Tra i suoi progetti più recenti in architettura: Il museo del Gioiello di Vicenza, l’Hotel Mandarin Oriental di Barcellona, l’Hotel Das Stue a Berlino, la Spa dell’Hotel Four Seasons di Milano; progetti retail e allestimenti  per Gianvito Rossi, BMW, Cassina, Ferragamo, Flos, Missoni, Molteni, Officine Panerai, H&M, Santoni, Pitti Uomo Firenze. Ha realizzato prodotti per le più importanti società italiane e internazionali, tra cui: Agape, Alessi, Axor-Hansgrohe, B&B Italia, Baccarat, Boffi, Budri, De Padova, Driade, Flos, Gan, Georg Jensen, Glas Italia, Haworth, Kartell, Kettal, Kvadrat, Listone Giordano, Louis Vuitton, Molteni, Moroso, Mutina, Rosenthal e Verywood. Alcuni dei suoi prodotti sono esposti nei maggiori musei di arte e design,  tra cui il MoMa di New York, il Les Arts decoratifs di Parigi, il Museo di Design di Zurigo, il Vitra Design Museum di Basilea, il Victorian&Albert Museum di Londra, lo Stedelijk di Amsterdam  e il Museo della Triennale di Milano. Ha vinto diversi premi internazionali tra cui: la Medalla de Oro al Mérito en las Bellas Artes del Governo Spagnolo: l’Ordine di Isabella la Cattolica, consegnato da Sua Maestà il Re di Spagna Juan Carlos I, “Designer del decennio” per le riviste Home e Häuser, “Designer dell’anno” per le riviste Wallpaper, AD Spagna, Elle Decor International e Architektur und Wohnen. E’ Ambassador di Expo Milano 2015. Settembre 2015 Patricia Urquiola nominata Art Director di Cassina.

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Patricia Urquiola

Zaha Hadid

Zaha Hadid (Baghdad, 31 ottobre 1950 - Miami, 31 marzo 2016) architetto e designer, è stata fra gli interpreti più significativi del decostruttivismo in architettura. Nata a Baghdad, in Iraq, da una famiglia benestante, il padre era un ricco industriale e un importante politico, è cresciuta in uno dei primi edifici bauhaus di ispirazione a Baghdad durante un'epoca in cui "modernismo" significava glamour e pensiero progressista" in Medio Oriente. Ha conseguito una laurea in matematica alla American University di Beirut prima di trasferirsi a Londra, nel 1972, per studiare alla Architectural Association, dove ha incontrato Rem Koolhaas, Elia Zenghelis e Bernard Tschumi. Dopo aver conseguito il titolo ha lavorato con i suoi ex professori, Koolhaas e Zenghelis, presso l'Office for Metropolitan Architecture (OMA), a Rotterdam, nei Paesi Bassi, diventando socia nel 1977. Attraverso la sua associazione con Koolhaas ha incontrato Peter Rice, l'ingegnere che le ha dato sostegno e l'ha incoraggiata nella fase iniziale, in un momento in cui il suo lavoro sembrava difficile. Vincitrice di molti Concorsi Internazionali di Architettura, molti suoi progetti non furono mai costruiti, come ad esempio il Peak Club in Hong Kong (1983) e il Cardiff Bay Opera House in Galles (1994). Nel 1999 è la progettista per il palcoscenico e la scenografia del Nightlife Tour dei Pet Shop Boys, evento di forte impatto visivo, e nel 2001 Hadid vince la competizione internazionale per disegnare il masterplan del One North di Singapore. Ha collaborato con diverse aziende di design, creando pezzi straordinari.

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Zaha Hadid
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